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In pericolo il Borgo di Casapuzzano PDF Stampa E-mail
 
Scritto da Antonio Pascale, 24-10-2007 22:37
Pagina vista 1941

Con un esposto inoltrato questa mattina (24/10/2007) alla Direzione Regionale dei Beni Culturali, alla soprintendenza di Caserta, ai Carabinieri del Nucleo di tutela dei Beni Culturali e al Sindaco di Orta di Atella, Legambiente ha denunciato il grave rischio alle strutture del Castello di Casapuzzano, tutelato ai sensi del Codice dei Beni Culturali con decreto ministeriale del 12/2/1987.

La demolizione di un palazzo vicino, infatti, rischia di compromettere la stabilità di un'ala del Casale, precisamente quella che ospita il bar affacciato sulla piazza del piccolo borgo.
«Era nostro dovere -afferma Antonio Pascale, presidente del Circolo Legambiente Geofilos- far presente alle autorità preposte alla salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici la situazione di Casapuzzano. Il Borgo è un raro esempio di architettura rurale e la piazza, che i proprietari del castello fecero abbellire nel 1912 con tigli per offrire fresco e riposo ai contadini di passaggio, costituisce il cuore del quasi millenario villaggio. Oggi le ruspe sono arrivate fin qui e non sappiamo se e quando si fermeranno. Uno dei palazzi che si affacciavano alla piazza è stato già abbattuto per dar spazio, probabilmente a nuovi appartamenti. L'amministrazione di Orta di Atella, che è riuscita a creare forse il peggior esempio di urbanizzazione degli ultimi decenni, ora concede quest'ennesimo attacco al territorio. Speriamo che si riesca ad intervenire prima che sia tropo tardi e che la Soprintendenza avvii, come abbiamo chiesto, l'iter di istituzione del vincolo indiretto a tutta la piazza, ai sensi dell'art. 45 del Codice dei Beni Culturali». La denuncia degli ambientalisti è partita dallo sportello ambiente e legalità, promosso dall'associazione che a maggio di quest'anno ha già ottenuto un analogo vincolo sui terreni circostanti il casale di Teverolaccio, sede dello sportello.

Nella sezione Documenti utili, gli utenti registrati al sito possono leggere l'intero testo dell'esposto-denuncia.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

Il «castello» (come comunemente viene chiamato), con la sua robusta cerchia di mura, domina tutto l’ambiente circostante: i caratteristici camini, eretti lungo il camminamento di ronda, sembrano completare e riempire il paesaggio.
Proprio al centro dell’architrave, fa bella mostra di sé un grande medaglione in cui è scolpita un’immagine di donna: si tratta di Alicia Higgins, inglese di nascita e moglie di un Capece-Minutolo; a lei si deve l’ultimo rifacimento del palazzo verso la fine dell’Ottocento. Il ricordo di questa nobildonna, oltre che dal medaglione sito sull’architrave, è tenuto vivo da un angolo del giardino, quello da lei preferito, che ancora oggi viene indicato come «luogo Alicia Higgins».

 

 

Le origini di Casapuzzano risalgono al periodo dell’invasione dei Longobardi nell’Italia Meridionale. La prima feudataria fu una Berlengeria di Sangro, sposata a Rainaldo Accrocciamuro (o Accrozzamuro) di Aversa.
Nel 1292 fu investita dei feudi di Casapuzzano e di Bugnano (Vugnano) Isabella Filangieri, vedova di Giovanni di Alverniaco.
Nel 1495 i due villaggi furono dati a Francesco Seripando. Il feudo passò poi ai Capece-Minutolo, che fino a qualche anno fa hanno posseduto il palazzo ducale, vendendolo poi a imprenditori locali.
Dal Giustiniani si rileva che nel 1648 gli abitanti furono tassati per 51 fuochi; nel 1795 il numero di questi era di 279; nel 1840 ammontava a 320; nel 1857 erano 180 .


 

 


 

II villaggio di Casapuzzano

Frazione di Orta è Casapuzzano, sito sulla strada che porta a Marcianise. E’ un antichissimo borgo a ridosso del castello medievale. L’origine del toponimo (casa o casal del pozzo) pare debba dipendere dalla presenza nella zona di una falda acquifera a non più di 7 a 9 metri di profondità, da qui il gran numero di pozzi, che servivano alla gente atellana per attingere acqua.

Questo feudo dei longobardi passò ai Filangieri, al Seripando e da questi alla famiglia Capece Minutolo.

II Castello di Casapuzzano fu ampliato e restaurato nel 1738 dal Cardinale Enrico Capece Minutolo, arcivescovo di Napoli. Pochi anni dopo un Capece Minutolo, rompendo ogni tradizione, sposò un nobile irlandese, Alicia Higgins, che effettuò numerosi cambiamenti nella struttura dell’edificio. Lo fece abbellire con cornici, stemmi e i caratteristici fumaioli tipici dell’architettura rustica inglese del ‘700 - che furono poi adottati anche dagli abitanti del borgo per abbellire le loro abitazioni -, fece ricavare un cortile e nuovi ambienti per la servitù, fece costruire un portone, che immetteva in questo cortile, con due garitte laterali. Intorno al casello girava il vecchio fossato medievale e si possono ancora ammirare, nel portale di granito grigio, i fori per le catene che sostenevano il ponte levatoio.

Nel 1848, per divergenze tra la marchesa Higgins ed il sindaco di Succivo, un plebiscito popolare stabilì la separazione di Casapuzzano dal comune vicino ed il suo passaggio a quello di Orta di Atella. La volontà popolare fu ratificata nello stesso anno a Caserta da Ferdinando di Borbone.

Nei 1912, a ridosso del castello, i proprietari fecero abbellire la piazzetta antistante con tigli per offrire fresco e riposo ai contadini di passaggio. (A. Russo)


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Commenti utenti (1) File RSS dei commenti
Postato il arizzona, 25-10-2007 23:26,
1. I NOSTRI PRINCIPI
DOBBIAMO RIUSCIRE A FERMARE LA DEMOLIZIONE DI CASAPOZZANO!VIA GLI INTRUSI!
 
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