| In pericolo il Borgo di Casapuzzano |
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Con un esposto inoltrato questa mattina (24/10/2007) alla Direzione Regionale dei Beni Culturali, alla soprintendenza di Caserta, ai Carabinieri del Nucleo di tutela dei Beni Culturali e al Sindaco di Orta di Atella, Legambiente ha denunciato il grave rischio alle strutture del Castello di Casapuzzano, tutelato ai sensi del Codice dei Beni Culturali con decreto ministeriale del 12/2/1987. La demolizione di un palazzo vicino, infatti, rischia di compromettere la stabilità di un'ala del Casale, precisamente quella che ospita il bar affacciato sulla piazza del piccolo borgo.
APPROFONDIMENTI Le origini di Casapuzzano risalgono al periodo dell’invasione dei Longobardi nell’Italia Meridionale. La prima feudataria fu una Berlengeria di Sangro, sposata a Rainaldo Accrocciamuro (o Accrozzamuro) di Aversa.
II villaggio di Casapuzzano Frazione di Orta è Casapuzzano, sito sulla strada che porta a Marcianise. E’ un antichissimo borgo a ridosso del castello medievale. L’origine del toponimo (casa o casal del pozzo) pare debba dipendere dalla presenza nella zona di una falda acquifera a non più di 7 a 9 metri di profondità, da qui il gran numero di pozzi, che servivano alla gente atellana per attingere acqua. Questo feudo dei longobardi passò ai Filangieri, al Seripando e da questi alla famiglia Capece Minutolo. II Castello di Casapuzzano fu ampliato e restaurato nel 1738 dal Cardinale Enrico Capece Minutolo, arcivescovo di Napoli. Pochi anni dopo un Capece Minutolo, rompendo ogni tradizione, sposò un nobile irlandese, Alicia Higgins, che effettuò numerosi cambiamenti nella struttura dell’edificio. Lo fece abbellire con cornici, stemmi e i caratteristici fumaioli tipici dell’architettura rustica inglese del ‘700 - che furono poi adottati anche dagli abitanti del borgo per abbellire le loro abitazioni -, fece ricavare un cortile e nuovi ambienti per la servitù, fece costruire un portone, che immetteva in questo cortile, con due garitte laterali. Intorno al casello girava il vecchio fossato medievale e si possono ancora ammirare, nel portale di granito grigio, i fori per le catene che sostenevano il ponte levatoio. Nel 1848, per divergenze tra la marchesa Higgins ed il sindaco di Succivo, un plebiscito popolare stabilì la separazione di Casapuzzano dal comune vicino ed il suo passaggio a quello di Orta di Atella. La volontà popolare fu ratificata nello stesso anno a Caserta da Ferdinando di Borbone. Nei 1912, a ridosso del castello, i proprietari fecero abbellire la piazzetta antistante con tigli per offrire fresco e riposo ai contadini di passaggio. (A. Russo)
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